Vorrei conoscere la differenza che soggiace ai meccanismi psichici dello “sperare” e “sognare”. Non mi riferisco tanto al significato letterale di quest’ultimo, quanto a quello figurato (per estensione: “sognare a occhi aperti”).
Sono convinto che insieme a “libertà”, “amore”, “pace” e “ora non posso” siano due tra le espressioni più indebitamente abusate in Italia (i sensi figurati delle lingue straniere non mi sono ancora accesibili).
Detto questo passo alla simpatica tiritera dei buoni propositi e cosa ti lasci alle spalle tipici del fine anno.
Nella prima categoria metto: comperare il Devoto Oli ultima edizione insieme a “Vita e destino” di Grossman; un trasferimento di domicilio e conseguente ribaltamento di vita, certezze comprese; perdere cinque kg; trovare un lavoro qualsiasi, in alternativa a quello attuale, con il solo scopo di guadagnare di più; prendere la patente; riuscire a andare in vacanza due settimane in Spagna; innamorarmi massimo due volte; trovare regolarità intesinale e nel dormire; mantenere l’omissione delle “d” eufoniche nei miei scritti. Nella seconda: una relazione; un’illusione letteral-platonica; una dieta da americano obeso; le sbronze; le stronze; lo stipendio lasciato alla Feltrinelli e al Conad; gli autobus di Bologna.
Buon anno a tutti e felice inaugurazione d’agenda!
NaG
Ciao,
il tuo gioco mi piace, dunque ci proverò anch’io. Vediamo….
Nella prima categoria (buoni propositi) metterò: trovare un appartamento in affitto a prezzo modico ma confortevole, con “conseguente ribaltamento di vita, certezze comprese”; trovare amici e non solo che rendano lui (l’appartamento) e me meno deserti; tenermi il lavoro attuale oppure trovarne un altro, ma comunque guadagnare di più; innamorarmi almeno una volta; mettermi una buona volta a scrivere il benedetto romanzo che incubo da fin troppo tempo.
Nella seconda (cosa ti lasci alle spalle): il pendolarismo; il crocerossismo a fondo perduto (tsé, figuriamoci se riesco a liberarmene); gli attacci bulimici delle 23.00 (nel caso il mio prodigioso metabolismo si ammutinasse); la singleness (ah ah ah).
Ne riparliamo fra un anno? ;D
In bocca al lupo per il blog!
Riparliamone fra un anno va là, che io mi sono già giocato mezzo buono proposito, anzi un quarto, perchè sono mezzo innamorato al 13 gennaio…per l’appartamento e i ribaltamenti di vita teniamoci in contatto che così, virtualmente, ce li riempiamo vicendevolmente entrambi.
Ah, il romanzo…per quello ti scriverò in privato.
NaG